< dipinti - Giuseppe Gigli

 

Giuseppe Gigli  è nato  in Arcevia  (Ancona)  nel 1955, dove  tuttora  vive e lavora. Verso la metà degli anni ’70, dopo i primi quadri ed esposizioni, si reca a Firenze dove frequenta scuole e laboratori specializzandosi nel recupero di opere d'arte. Seguiranno 30 anni d’attività nel restauro di dipinti, consulenze e compravendite, qualificandosi in ambito internazionale e collaborando con storici dell'arte, soprintendenze, case d'aste, gallerie e musei, senza tuttavia abbandonare il proprio percorso nella pittura, seppur relegandola in una dimensione esclusivamente privata. Nel 2004 interrompe la sua attività di restauratore per consacrarsi finalmente alla sua Musa, mettendo a frutto tutta l’esperienza sull’arte antica, sulle tecniche, i metodi, i materiali. Le sue opere sono rare e ricercate, per il pregio e per una produzione comprensibilmente limitata, esse vengono a lungo studiate nelle composizioni per ottenere un perfetto equilibrio tra forma, spazio, luce e ombra, nella volontà di recuperare un mestiere che restituisca alla pittura le sue più antiche ed elementari prerogative.
" ..Con la fascinazione della sua pittura, egli riesce nell’impresa di rendere la pelle delle cose sino alla vertigine dell’ illusione,  nei dipinti di Gigli non ci sono menzogne, né eccessi o sofisticazioni,  il vero artificio è quello della pittura   …nei dettagli nascosta”

 eventi:

2011, 19 dicembre 2011 / 30 gennaio 2012, Biennale di VeneziaPadiglione Italia della regione Piemonte
sala Nervi, Palazzo delle esposizioni, Torino - a cura di Vittorio Sgarbi

2010, luglio (17 luglio/22 agosto), Sotto scacco
Palazzo dei Priori di Arcevia (Corso Mazzini 22)

2009, agosto, Contemplazioni. Bellezza e tradizione del nuovo nella pittura italiana contemporanea, a cura di Alberto Agazzani
5 agosto / 6 settembre, Castel Sismondo, Rimini


2009, luglio, Giuseppe Gigli, dipinti - paintings a cura di Laura Coppa
inizio mostra permanente nel Palazzo dei Priori di Arcevia (Corso Mazzini 22)


2008, settembre, Ar[t]cevia International Art Festival, 5 settembre / 4 ottobre - ospiti: Bruno Bruni, Leonardo Cemak, Giuseppe Gigli, Mark Kostabi


2008, luglio (19 luglio/19 agosto), i dipinti di Giuseppe Gigli, Salone di rappresentanza Palazzo Mannelli Pianetti, Arcevia


2008, luglio, presentazione  nel nuovo volume "Studi Arceviesi 5"  di Paolo Santini con ampio spazio dedicato a "Giuseppe Gigli, l'immagine come vertigine dell'illusione"


2008, aprile (6/13), esposizione nel Castello Estense di Ferrara


2008, febbraio (6 febbraio - 15 marzo), oltre la realtà  beyond reality galleria Chiari  Via S. Maria del Pianto 56 Roma - Chiodi, Mammoliti,  Boyer, Gigli, Ventrone, a cura di Alberto Agazzani


2007, dicembre, Visioni dell'anima - la spiritualità nell'arte, d’Art visual Gallery - Via Leone Leoni 21, Menaggio (CO)


2007, dicembre, Premio artemisia, Atelier dell'arco Amoroso, Ancona


2007, novembre, Eros, d’Art visual Gallery, Menaggio (COMO)


2007, il  28 ottobre gli viene assegnato il 1°premio (medaglia del Presidente della Repubblica) alla rassegna internazionale d'arte S. Crispino, evento realizzato nella  Villa Baruchello  di Porto S. Elpidio (AP)


2007, maggio, Acqua,, d’Art visual Gallery - Via Leone Leoni 21, Menaggio (CO)


2006, settembre, Le nature morte di Giuseppe Gigli, Contemporaneo - Serra dei Conti (AN)


2006, giugno, Giuseppe Gigli  ...nei dettagli nascosta, Contemporaneo - Serra dei Conti (AN) a cura di Martina Majolatesi


2005, settembre, Giuseppe Gigli - incontri di luce, Contemporaneo, Piazza Garibaldi 12, Senigallia (AN)

 

 

 

La bellezza intesa come valore e la sua celebrazione in chiave puramente pittorica sono l’ambito prescelto dal marchigiano Giuseppe Gigli.  Già restauratore, con la conseguente frequentazione ravvicinata dell’arte antica, Gigli ha fortemente educato il suo occhio e la sua mano sugli schemi rigorosi e complessi della grande tradizione pittorica italiana,  recuperando e facendo rivivere i suoi valori e la sua ricchezza espressiva all’interno di dipinti capaci di sfuggire a qualunque  connotazione temporale possibile.  Non a caso il pittore ha consapevolmente deciso di impegnarsi in una pittura variamente di genere, confrontandosi con la natura morta e il ritratto, arrivando addirittura a dipingere scene di vera e propria arte sacra, ambito scarsamente frequentato nella modernità più estrema. In entrambi i casi i dipinti di Gigli dimostrano un possesso formidabile della tecnica pittorica più raffinata, nonché un senso del colore vivo e mai banale, sontuosamente mutuato dalle tavolozze più ricche dei sui Antichi Maestri. Anche qui, quasi a voler significare uno stretto, imprescindibile legame col grande maestro del Barocco, il riferimento a Caravaggio ed alla sua invenzione luminosa appare prepotentemente. Come il Merisi, ma più di lui immerso in una teatralità ricca di effetti speciali al tempo inimmaginabili, Gigli sospende il tempo e lo spazio nel quale ambientare le sue canestre ed i suoi personaggi, realizzando una messinscena del teatro del mondo che dal palcoscenico dell’antico sconfina nella spettacolare meraviglia del cinema. Scelte estreme, lontane da qualunque realismo possibile o manifesto, Gigli esalta le infinite possibilità dell’invenzione concettuale, rivelandoci il cuore segreto della realtà e la sua vitalità, fra lacerazioni e tormenti (vedi la splendida, imponente “pala” rappresentante una possibile pietà michelangiolesca), tra idealità e sogno o ancora nella “semplice” rappresentazione di una cassa d’uva, che, grazie all’occhio del pittore ed alla sua rara capacità tecnica, abbandonano la realtà per assurgere ad immagini-simbolo di quella speranza e di quella sempiterna armonia che solo la pittura sa e può creare.

Alberto Agazzani

                                                                

                                             

Laura Coppa: La paradossale duplicità

“Raccontare” l’opera di Giuseppe Gigli non è affatto semplice, eppure, nessuna complessità sembra trasparire da un linguaggio così familiare e immediato. In realtà, ogni capolavoro di Gigli è attentamente studiato e costruito;  creazioni dove nulla è lasciato al caso di un’enfasi creativa. Sono architetture pittoriche colme di singole storie, ma che insieme, concorrono ad una sola narrazione, seppur congelata nell’attimo estatico del suo svolgersi. Ogni scena si realizza attraverso i suoi protagonisti: le attese, le tensioni, il loro particolare sentire che vive in una ruga sulla fronte, in una bocca dischiusa, in uno sguardo vigile o semplicemente meravigliato. La carica emotiva si esprime con il medesimo linguaggio usato nella realtà dell’essere umano.
Giuseppe Gigli si avvale di svariati saperi e di antiche conoscenze fino a generare la paradossale duplicità, semplice e complesso, che separa fruizione e creazione.
Egli apre spiragli su stanze segrete ed intime, su palchi teatrali e set cinematografici, permette all’osservatore di guardare, con gli occhi negli occhi, ciascun personaggio. Ogni opera è una finestra spalancata, dove i protagonisti e le circostanze a grandezza naturale (tutti gli elementi contenuti nelle opere sono in scala 1:1) destabilizzano lo spettatore nel ritrovare lo spazio della propria realtà. Le ambientazioni che di volta in volta l’artista offre diventano opere a sé; i piani prospettici si susseguono dietro alla scena centrale, restando all’occhio nitidi e chiaramente visibili fino alla linea dell’orizzonte. Fra l’opera di Giuseppe Gigli e il suo osservatore si frappone un considerevole mediatore: la luce, o meglio, la luminosità. Attraverso la sua mano maestra traccia l’unica via accessibile all’occhio, la giusta direzione che lo sguardo automaticamente segue. Lampi artificiali di una luce quasi violenta investono il primo piano, rivelando frammenti di una più complessa integrità che, come in un inganno ottico, si mostra, senza realmente essere  presente, se non nella sua ombra più profonda. Ma alla vista è concesso il divago nei piani prospettici, seppur restando entro i confini disposti dall’opera e dal suo artefice. Qui la luminosità ritrova il suo equilibrio, costantemente sottomesso alle leggi delle sue naturali fonti. Luce vuol dire anche colore, o meglio, la totalità dei colori. Gigli scompone ogni singolo elemento cromatico, un rosso o un blu che restituisce, non è altro che il risultato di millimetriche pennellate di cyan, magenta e giallo primario, impiegati nella giusta proporzione. La sottigliezza del segno pittorico (talmente  minuzioso che Gigli si avvale di una lente d’ingrandimento per affinare la precisione del tocco) è, inoltre, il procedimento necessario a rendere la natura materica dei soggetti, reale al punto da tentare l’osservatore ad accarezzare la criniera di un cavallo, o ad afferrare un lembo di stoffa per percepirne la consistenza. A questo punto si comincia a svelare il perché della combinazione “semplice e complesso”. Lo studio, la preparazione, la minuzia e la concentrazione che richiede ogni dettaglio e di cui lo spettatore può solo sospettare, si attenua nell’immediatezza, non solo della lettura iconografica dell’opera, ma anche della comprensione del suo titolarsi. Ciò che nell’opera si legge è quanto realmente viene enunciato dall’autore, senza inganni, senza alcuna trappola mentale o concettuale.
Giuseppe Gigli è pioniere di una nuova arte colta, dove approfondite conoscenze ed eccellenza sposano il magico ingegno di una mano maestra, per dar vita a evidenti capolavori.

 

Biennale di Venezia,
Padiglione Italia
regione Piemonte
Palazzo delle esposizioni
sala Nervi Torino
a cura di Vittorio Sgarbi
dicembre 2011/gennaio 2012

 

Sotto scacco,
Palazzo dei Priori di Arcevia
luglio 2010

 

Contemplazioni. Bellezza e tradizione del nuovo nella pittura italiana contemporanea,
agosto 2009



 

Giuseppe Gigli, dipinti - paintings
luglio 2009

 

Ar[t]cevia, settembre 2008

 

i dipinti di Giuseppe Gigli, luglio 2008



 

"Giuseppe Gigli, l'immagine come vertigine dell'illusione", pres. luglio 2008

 

Castello Estense, aprile 2008 

 

oltre la realtà  beyond reality
febbraio 2008

 

Visioni dell'anima, la spiritualità nell'arte,
dicembre 2007

 

Premio artemisia,
dicembre 2007

 

Menaggio (Como),
novembre 2007

 

Villa Baruchello,
ottobre 2007
  



 

Acqua, maggio 2007

 

Le nature morte di Giuseppe Gigli,
settembre 2006

 

Giuseppe Gigli  ...nei dettagli nascosta,
giugno 2006

 

Giuseppe Gigli - incontri di luce,
settembre 2005

 

< dipinti - Giuseppe Gigli